Quell’estate prima della fine del mondo

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“Che senso ha il presente se si è certi della fine? Come si fa a vivere tranquilli se, da un momento all’altro, si verrà inghiottiti da un buco del culo nero e peloso? Sconfiggere la morte sarebbe come sconfiggere quel dio maledetto che si diverte tanto a torturarci con la caducità delle umane cose. Che ce ne faremmo di dio, se fossimo immortali? Dio saremmo noi”. (da Quell’estate prima della fine del mondo)

Quell’estate prima della fine del mondo è il primo volume di una serie provvisoriamente intitolata METATRON. L’opera rappresenta il tentativo di fondare un nuovo genere, sulla linea di confine tra fiction e realtà, tra il romanzo, il saggio e la cronaca. Thriller esoterico e al tempo stesso parodia di tale filone divenuto molto, troppo, popolare, guida storico-artistica di una Puglia affascinante e ancora in gran parte sconosciuta e, al contempo, minienciclopedia delle contraddizioni del nostro tempo, delle ipocrisie della scienza e delle menzogne della storia, questo è un libro che si presta a molteplici letture. Un libro sui libri, in cui diversi racconti si intersecano, entrano l’uno nell’altro come matrioske, tracciano sentieri che il lettore è invitato a esplorare, convergono infine in un significativo affresco dei vizi, delle paure e delle speranze di una generazione che diffida di tutto ma che è disposta a credere a qualunque cosa, in un’epoca che ha smarrito le certezze ma che ha un’incredibile voglia di ritrovarle. Una storia lunga un sol giorno d’estate che, con pungente ironia, ci induce a riflettere sul nuovo significato di vecchi sentimenti come l’amore e l’amicizia, sui rapporti tra micro e macrostoria, sullo stato ormai ambiguo e sfuggente della verità e sugli odierni confini tra realtà e immaginazione.
Edizioni Giuseppe Laterza

 

Anche il Wall Street Journal parla del libro:

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